Margaret Atwood ci narra il racconto dell’ancella

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Copertina Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood

La pagina del Quaderno Viola protagonista di questo articolo è quella de “Il racconto dell’ancella”, di Margaret Atwood.

Features del libro

TitoloIl racconto dell’ancella
AutoreMargaret Atwood
GenereDistopico
Anno di prima pubblicazione1985
Numero di pagine398

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Gilead: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette Ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’Ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

quarta di copertina, ed. ponte alle grazie

Cosa racconta l’ancella?/ Un racconto particolare

L'ancella

“Volevamo rendere il mondo un posto migliore. Migliore non significa mai migliore per tutti, significa sempre peggiore per alcuni.”

Margaret Atwood in Il racconto dell’ancella

Questa è un po’ la premessa di tutti i libri di questo genere: il tentativo iniziale di apportare un cambiamento positivo finisce poi per portare all’istituzione di un regime totalitario. Mi viene in mente per esempio la Fattoria degli animali di Orwell, che è una sorta di allegoria della rivoluzione russa: il governo dei maiali nasce come un modo per ribellarsi al controllo degli uomini e garantire invece l’uguaglianza di tutti gli animali, ma degenera fino a trasformarsi in una dittatura.

La Atwood parte quindi da quello che è il classico preambolo dei distopici ma lo affronta in una sfumatura molto originale: si concentra su quello che è il ruolo della donna in questa società apocalittica, in particolar modo in riferimento alla procreazione, tema indubbiamente molto attuale. Fa quasi ribrezzo il modo in cui trasforma quest’atto, togliendo ogni traccia di dignità alle ancelle, che vengono trattate al pari di un oggetto. In un mondo dove la spontaneità è quasi completamente soppressa però, ciò che questo libro urla è proprio come sia impossibile reprimere gli istinti naturali dell’uomo: la natura vince sempre su tutto.

Lo stile del racconto di Margaret Atwood…

Un’altra cosa che spicca del libro è la scrittura: è veramente appagante leggerlo. La Atwood riesce a tenerti col fiato sospeso in ogni momento, nonostante la narrazione venga spesso interrotta da flashback o soliloqui che seguono i pensieri della protagonista, e ti fa provare un costante bisogno di sapere come la storia va avanti. Mi è molto piaciuto anche come la storia sia raccontata sotto forma di testimonianza diretta della protagonista perché ti permette proprio di entrare nella storia.

Io veramente lo consiglierei a tutti, è uno di quei libri universali, sullo stesso piano se non anche al di sopra di 1984; il perfetto binomio di contenuti importanti e una forma stupenda.

Margaret Atwood

Margaret Atwood è una delle voci più importanti della narrativa e della poesia canadesi. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Più volte candidata al Premio Nobel perla Letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: L’altra Grace (2008), Il racconto dell’Ancella (2017), Il canto di Penelope (2018), I testamenti (vincitore del Booker Prize 2019), La donna da mangiare (2020), Lesioni personali (2021), e le raccolte di poesie Brevi scene di lupi (2020)e Moltissimo (2021), tutti usciti per Ponte alle Grazie.

Link d’acquisto utili

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Inoltre potete dare un’occhiata a GoodReads, dove potete confrontarvi con le recensioni di altri lettori.